Come si svolgono

LE RAPPRESENTAZIONI DELLE COSTELLAZIONI FAMILIARI

Essenziale per la buona riuscita di una costellazione familiare è indurre il raccoglimento e la condizione meditativa e di ascolto con il cuore nei partecipanti e percepire “lo spazio sacro”. Attraverso questo si stabilisce una modalità di osservazione e percezione sistemica caratteristica dell’approccio della psicoterapia relazionale.

I partecipanti, quando aprono il loro cuore, il loro sentire profondo, si connettono con le loro esperienze e con il sentire dell’anima. In questo modo possono avere la possibilità di osservarsi e studiarsi nella relazione con loro stessi e nello spazio. Generalmente le costellazioni vengono organizzate delimitando uno spazio circolare o ellittico. In tal senso è più semplice fornire ai partecipanti un campo visivo ampio e che abbraccia la totalità dei partecipanti.

I partecipanti possono muoversi liberamente durante la rappresentazione e la percezione è a 360°.

Lo stesso terapeuta diviene un facilitatore del processo percettivo ed anche lui è in una condizione di silenzioso ascolto privo di alcun atteggiamento di interpretazione e di interferenza. Nessuno deve interpretare ed intralciare il movimento dello spirito ovvero ciò che avviene nelle costellazioni. I rappresentanti sono in condizioni di osservare e registrare le azioni, i movimenti, le espressioni e le esperienze del campo e prenderne atto. Le costellazioni familiari possono essere effettuate con piccoli gruppi di partecipanti fino a raggiungere eventi che raccolgono diverse decine di partecipanti.

1467464_10205490989009124_2796870826760770523_nLa prima fase di una costellazione familiare consiste nel raccoglimento e nella presentazione, da parte della persona che ha deciso di lavorare, del conflitto,del problema da mettere in scena.

Viene richiesto di mettere in scena una malattia o una patologia, spesso si chiede di rappresentare semplicemente una situazione emotiva, economica che non è comprensibile e sulla quale si vuole soffermare l’attenzione.

Il costellatore ha il compito di creare un ambiente accogliente e tranquillo nel quale sia possibile concentrarsi e percepire il proprio corpo e le proprie emozioni.

La persona che desidera mettere in scena qualcosa della sua vita si siede vicino al terapeuta e spiega in modo “semplice ed essenziale” il proprio problema. Non è necessaria una descrizione estesa di quanto si vuole vedere in quanto questo influirebbe sulle aspettative e sulla percezione degli altri partecipanti. Successivamente si chiede al cliente di scegliere, tra i partecipanti del gruppo, i rappresentanti che possono mettere in scena gli elementi e i personaggi principali della questione, così come è stata esposta (il cliente stesso, il padre, la madre, i figli, una casa, ecc.).

Il cliente posiziona i rappresentanti nel modo che ritiene più opportuno. Ai rappresentanti si chiede di fare attenzione a ciò che provano e di assecondare il proprio sentire profondo muovendosi o compiendo delle azioni in maniera del tutto silenziosa. Senza assolutamente cercare di influenzare con le proprie percezioni e convinzioni personali la rappresentazione.

Il costellatore può decidere di intervenire aggiungendo degli elementi alla costellazione o spostando i rappresentanti per poi chiedergli se, in quella posizione, si sentono meglio o peggio.

Dalla collocazione iniziale dei rappresentanti da parte del cliente possiamo dedurre la “fotografia più o meno inconscia” della percezione della situazione da parte del paziente.

Questa è l’immagine che il paziente ha di questa situazione. Con i movimenti dei partecipanti risulta modificata questa immagine originaria del paziente relativa al sistema familiare e alla sua dinamica dal punto di vista del sentire attraverso il movimento dello spirito.

Spesso, specialmente quando vengono messe in scena generazioni passate della famiglia, si scopre l’esistenza di antenati mai conosciuti che hanno bisogno di trovare un loro riconoscimento e collocazione all’interno del sistema.

Indubbiamente è un metodo innovativo e molto più avanzato ed utile della classica terapia familiare, in quanto tiene conto degli effetti e delle relazioni a livello multi generazionale. Questo consente di osservare e dare la giusta collocazione alla percezione della realtà ed alla percezione della propria anima.

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